Il Comitato per le Pari Opportunità deriva la propria giustificazione
dalle leggi istitutive. Nel Comune di Trento si è proceduto all’attivazione
del Comitato con la precisa convinzione della sua valenza innanzitutto sul piano
culturale, ma anche della sua utilità in quanto strumento di proposta
all’Amministrazione per favorire la reale applicazione di pari opportunità
fra donne e uomini, fra lavoratrici e lavoratori.
Il Comitato per le Pari Opportunità ha elaborato e concordato il Piano
di azioni positive con l'amministrazione e con le organizzazioni sindacali.
L'organizzazione interna al Comune di Trento può contare su una forte
presenza femminile. Sul piano gestionale ciò richiede un’attenzione
particolare per l’attivazione di una serie di strumenti per promuovere
le pari opportunità come fatto significativo e di rilevanza strategica.
La presenza di un assessorato alle pari opportunità e l'istituzione della
commissione per le pari opportunità testimoniano una precisa scelta politica
compiuta dall’amministrazione cittadina.
Sono dunque specchio di una cultura dell'ente -riconfermata anche dal recente
Piano culturale approvato dal Consiglio Comunale in data 19 luglio 2003- e della
sua coerenza fra azione amministrativa e piani di formazione e gestione del
personale che può essere rafforzata adottando iniziative che migliorino
il contesto lavorativo interno.
La legge n. 125/91 imponeva a tutte le pubbliche amministrazioni di dotarsi
di Piani di azioni positive ed il successivo decreto legislativo n. 29/93 riprendeva
questa disposizione stabilendo l'obbligatorietà dei Comitati per le pari
Opportunità.
Il piano è quindi strumento ed occasione per rimuovere stereotipi indotti
anche solo da consuetudini che però fanno incontrare nel percorso lavorativo
delle donne molte difficoltà e disagi. Questo strumento, se compreso
e ben utilizzato, potrà permettere all'ente di agevolare i suoi dipendenti
dando la possibilità a tutti i lavoratori di svolgere le proprie mansioni
con impegno, con entusiasmo e senza particolari disagi, anche solo dovuti a
situazioni di disagio o malessere ambientale.
Il presente piano ha durata triennale. Nel periodo di vigenza saranno raccolti
pareri, consigli, osservazioni, suggerimenti da parte del personale dipendente,
delle organizzazioni sindacali e dell'amministrazione in modo da poterlo rendere
dinamico ed effettivamente efficace.
Nello specifico il Piano si sviluppa in obiettivi suddivisi a loro volta per
azioni positive.
Gli obiettivi generali del Piano sono:
L'articolazione del piano avviene per progetti, articolati su più anni,
suddivisi in azioni positive.
Con il termine “azione positiva” s’intende un'azione che,
con fatti concreti, mira ad eliminare sul luogo di lavoro eventuali disuguaglianze
di fatto che ostacolano la piena partecipazione di donne e uomini.
conoscenza precisa della situazione di genere e informazione sulla situazione
dell'amministrazione del Comune di Trento sulla tematica delle Pari Opportunità
del personale dipendente.
I risultati che si potranno ottenere attraverso la conoscenza approfondita saranno
soprattutto l'individuazione delle criticità eventualmente esistenti,
delle esigenze e delle aspettative di donne e uomini sul lavoro.
Comunicazione di questa conoscenza ai dipendenti per aumentare la consapevolezza
del personale dipendente sulla tematica delle pari opportunità e di genere.
Il risultato della comunicazione diffusa ai dipendenti è una maggiore
condivisione e partecipazione al raggiungimento degli obiettivi, in primis della
dirigenza e delle posizioni organizzative, nonché un’attiva partecipazione
alle azioni che il Comitato e l'amministrazione intende intraprendere.
Azione positiva 1: proseguire l'indagine conoscitiva sul lavoro
all'interno dell'ente con il monitoraggio e aggiornamento statistico di genere
sulla situazione del personale dipendente all'interno dell'amministrazione e
con la raccolta sistematica dei dati già in possesso dell’amministrazione
come ad esempio il Rapporto annuale sul personale elaborato dalla Direzione
Generale ecc….
Impostare la raccolta sistematica dei dati (elaborazione di una modulistica
adeguata) dei dipendenti anche per un’agevole lettura di genere degli
stessi. La raccolta e l'elaborazione di questi dati potrà rivelare il
profilo occupazionale dell'amministrazione, evidenziare cioè la posizione
di donne e uomini nell'organico dipendente, i settori in cui le donne fanno
o meno carriera. Si evidenzieranno quindi eventuali ambiti in cui vi sono criticità
e che potranno essere oggetto di azioni positive mirate.
Azione positiva 2: informazione e sensibilizzazione del personale dipendente tramite diffusione dei dati raccolti tramite sito web, aggiornamento sistematico del sito intranet e internet, invio di comunicazioni allegate alla busta paga.
Azione positiva 3: elaborazione e invio al personale dipendente di un questionario di raccolta dati e informazioni sul tema della conoscenza della tematica delle pari opportunità che possa anche servire per raccogliere eventuali richieste di tematiche da approfondire. Il questionario da inviare unitamente ad altre informazioni circa iniziative del Comitato o a materiale informativo riguardante la tematica delle pari opportunità.
Azione positiva 4: promozione attraverso la diffusione di materiale riguardante la tematica delle pari opportunità (rivolta alla Dirigenza e alle Posizioni Organizzative in tutti i Servizi e Uffici). Potrà svolgersi nella forma di “tavole rotonde”, riguardare l’attività del Comitato e di altri Servizi in materia di pari opportunità. La promozione, informazione, lettura e analisi dei dati a disposizione circa gli aspetti che hanno attinenza con le pari opportunità nonché la conoscenza delle azioni positive e sperimentazioni proposte dal Comitato contribuirà a creare condivisione su quello che l’amministrazione ha fatto e sta facendo in materia di pari opportunità e agevolerà la nascita di una rete in grado di raccogliere e fornire informazioni su tali tematiche nonché avviare una formazione e auto-formazione della dirigenza e delle posizioni organizzative.
Azione positiva 5: monitoraggio e analisi sul tempo parziale, sulle richieste/concessioni di part time analizzate per livello, per motivazione, per distribuzione nei servizi, per anzianità di lavoro ecc……
potenziamento delle capacità del Comitato con formazione e auto-formazione dei componenti e promozione del Comitato per le Pari opportunità all'interno dell'ente. Il risultato che si vuole raggiungere è una maggiore visibilità del Comitato all'interno dell'ente e un incremento della visibilità dell'amministrazione all'esterno circa l'attenzione prestata alle politiche di genere assunte come strategiche per la propria pianificazione. Questo anche in considerazione della particolare realtà territoriale della nostra provincia ove il Comune capoluogo assume notevole importanza come capofila nell'affrontare tematiche innovative che possano poi eventualmente essere mutuate nelle piccole realtà di enti di valle.
Azione positiva 1: si continuerà con percorsi di formazione dei componenti del comitato coinvolgendo sia altre istituzioni esterne all'amministrazione comunale sia personale interno non facente parte del Comitato ma interessato a sviluppare tematiche di genere.
Azione positiva 2: individuazione ed elaborazione di uno spazio web intranet e internet finalizzato alla divulgazione dell'operato del Comitato (intranet) e dell'ente (internet) ed alla divulgazione di tematiche, normative, azioni positive ecc… Il risultato che si vuole ottenere è una maggiore visibilità sia del comitato all'interno dell'ente sia dell'amministrazione all'esterno per l'assunzione e programmazione di politiche di genere pensate come strategiche per la propria pianificazione.
formazione del personale dipendente al fine di migliorare la gestione delle
risorse umane per dare la possibilità all'amministrazione di creare un
ambiente di lavoro in cui i dipendenti si sentano a loro agio valorizzando le
capacità professionali di ciascuno e superando disagi causati dalla mancata
consapevolezza delle potenzialità presenti. Continuare quindi a dare
attenzione a figure dirigenziali e organizzative per una formazione circa le
differenze di genere, la valorizzazione e comprensione delle risorse umane presenti
in Servizi e Uffici. Tale formazione, indirizzata verso tematiche così
specifiche, dovrà aumentare l’attenzione per la comprensione delle
attitudini e interessi individuali. Questo da un lato permetterà di migliorare
l’organizzazione del lavoro e la gratificazione dei lavoratori dall’altro
avrà lo scopo anche di supportare tali figure in relazione a momenti
decisionali specifici quali le valutazioni individuali del personale, le nomine
ecc…..
La programmazione della formazione dovrà anche tenere conto delle esigenze
dei Servizi consentendo uguale possibilità di partecipazione e frequenza
per donne e uomini ai corsi di formazione nonché la presenza di dipendenti
a tempo pieno e a tempo parziale. Ciò significa che dovrà essere
valutata la possibilità di articolare gli orari, le sedi ed altro da
renderli accessibili.
Azione positiva 1: incontri per Dirigenti e Posizioni organizzative sulla tematica dell’organizzazione del lavoro in un ottica di valorizzazione delle differenze di genere, improntati sulla base di esperienze e suggerimenti provenienti dai dirigenti stessi e dal Comitato.
Azione positiva 2: proseguire con i corsi di formazione e reinserimento per dipendenti che sono rimasti assenti dal lavoro per lunghi periodi per motivi genitoriali ma non solo.
favorire, anche mediante una diversa organizzazione del lavoro, delle condizioni
e del tempo di lavoro, l'equilibrio e la conciliazione tra responsabilità
familiari e professionali. Promuovere pari opportunità fra uomini e donne
in condizioni di svantaggio al fine di trovare una soluzione che permetta di
poter meglio conciliare la vita professionale con la vita familiare laddove
possono esistere problematiche legate non solo alla genitorialità ma
anche ad altri fattori. Potenziare quindi le capacità dei lavoratori
e lavoratrici mediante l'utilizzo di tempi più flessibili. Realizzare
economie di gestione attraverso la valorizzazione e l'ottimizzazione dei tempi
di lavoro nonché realizzare economie di tempo e di denaro da parte dei
dipendenti per gli spostamenti con conseguente riduzione dello stress lavorativo.
Gli obiettivi che si vogliono ottenere incrementando l’adozione di interventi
innovativi di organizzazione del lavoro con una "flessibilità conciliativa"
tali da favorire la produttività dell'ente sono il miglioramento della
qualità lavorativa al suo interno con flessibilità di orario sul
tempo pieno e sul part time, nuove forme di part time, nuove forme organizzative
e di orario "personalizzate".
Azione positiva 1: raccolta di dati sull'orario di lavoro,
sulle necessità dei dipendenti in ordine alla flessibilità di
orario e di organizzazione del lavoro nell'ottica di valorizzazione ed ottimizzazione
dei tempi di lavoro, di conciliazione dei tempi vita/lavoro, dell'economia degli
spostamenti, delle particolari situazioni ed esigenze familiari ecc……
Azione positiva 2: analisi sull’esperienza di sperimentazione già in corso del tempo parziale a 30 ore.
Azione positiva 3: sperimentazione di nuove forme di orario riguardante un gruppo di lavoratrici e lavoratori con problemi di assistenza a figli e familiari. L'individuazione del gruppo di lavoratrici interessate potrà fare riferimento ai questionari e dati raccolti o a ulteriori questionari mirati. La sperimentazione riguarderà un periodo limitato a un anno.
Azione positiva 4: valutazione di eventuali forme di sperimentazione di nuove forme di orario riguardante un gruppo di lavoratrici e lavoratori tenendo conto ad esempio di problemi di pendolarità e di economicità di tempo e denaro dovuti agli spostamenti fra casa e lavoro. L'individuazione del gruppo di lavoratrici e lavoratori interessati potrà fare riferimento ai questionari già in possesso dell'amministrazione o a ulteriori questionari mirati. La sperimentazione riguarderà un periodo limitato ad un anno.
Azione positiva 5: consapevolezza e presa di coscienza delle nuove criticità che si evidenziano a seguito del prolungamento della permanenza del personale alle dipendenze dell'amministrazione, anche in esito alle modifiche normative in materia pensionistica. Un monitoraggio potrà essere riferito alle diverse condizioni professionali, alle condizioni dell'ambiente di lavoro, alle condizioni culturali e di aggiornamento professionale (contenuti intellettuali nelle mansioni), alle patologie inevitabili dovute all'età eccetera. Questo al fine non solo di evidenziare particolari situazioni di disagio presenti ma, se possibile, anticiparle affrontando la problematica con l'attenzione alla persona nelle diverse età lavorative che necessariamente comportano un coinvolgimento, dinamiche relazionali e prospettive differenti. Il progetto si potrà sviluppare per fasi e dovrà avere l’obiettivo di dare risposte adeguate comprendendo una formazione particolare e una riqualificazione per i soggetti a cui è rivolto.