Di regola, le strade urbane sono classificate in quattro tipi principali: autostrade, strade di scorrimento, strade di quartiere e strade locali (Direttive emanate dal Ministero dei LL.PP. e pubblicate sulla G.U. del 24.06.1995).Le strade locali, in particolare, vengono altresì definite rete locale urbana e sono destinate a soddisfare le esigenze della mobilità lenta e della sosta veicolare. La viabilità così definita, viene a costituire una rete di itinerari stradali le cui maglie racchiudono singole zone urbane, definite appunto "isole ambientali".
Si parla di "isole ambientali" quando si intende riqualificare e valorizzare il soddisfacimento delle esigenze del traffico pedonale e della sosta veicolare a prevalente vantaggio dei residenti e degli operatori in zona. Tali zone, quindi, sono caratterizzate dalla precedenza generalizzata per i pedoni rispetto agli autoveicoli e da un il limite di velocità per questi ultimi pari a 30 km/h.
La presenza dell’autovettura sulle strade urbane, infatti, determina oggettive condizioni di difficoltà a camminare, pedalare o anche solo “sostare” per gli utenti deboli (anziani, bambini, portatori di handicap): questo determina una sensibile perdita di autonomia per tali utenze.

Inoltre, suddette condizioni comportano anche uno svuotamento della strada e dei quartieri da elementi di vita comune e di socialità diffusa – i quali restano purtroppo legati a bei ricordi passati nel quale l’autovettura non era così presente – oltre che un senso crescente di frustrazione per quegli utenti che vedono limitata il proprio “potenziale di mobilità”. Detto svuotamento, infine, concorre ad aggravare la percezione di bassa vivibilità e di limitata sicurezza che si percepisce normalmente in alcune situazioni urbane.
La riqualificazione urbana attuata tramite la realizzazione di “isole ambientali”, pertanto, mira al recupero della mobilità pedonale e ciclabile sulla rete viaria locale, nonché al ripristino della funzione sociale della strada. Gli interventi sono quindi indirizzati a moderare la preminenza dell’automobile, a “tranquillizzare” il traffico, cercando di instaurare una pacifica convivenza tra autoveicoli, biciclette e pedoni. Lo spazio-strada è ridistribuito più equamente fra tutti i suoi utilizzatori, i quali hanno tutti pari diritti.
Nel caso del Comune di Trento, l’intervento di realizzazione delle “isole ambientali” rientra altresì nel più ampio obiettivo dell’Amministrazione comunale di riqualificazione urbana già proposta sia dal Piano Generale del Traffico Urbano, sia dal Piano Urbano dei Parcheggi.
Cosa dobbiamo aspettarci di trovare in un’isola ambientale, dunque?
Come anticipato, gli interventi sono finalizzati alla riduzione della velocità di attraversamento e di immissione dei veicoli sulla rete locale e alla messa in sicurezza dei percorsi/attraversamenti pedonali. Le “isole ambientali” non sono stanze stagne, tuttavia, ovvero prive di collegamenti con quanto c’è al di fuori di esse; al contrario, i quartieri saranno costituiti da molteplici “isole ambientali”, che da un lato saranno collegate da un intreccio di spostamenti e dall’altro saranno separate da strade con funzione primaria.
Particolare attenzione sarà data alla scelta dei materiali che si metteranno
in opera per
un’integrazione e, se possibile, un miglioramento dell’arredo urbano:
la strada deve essere non
solo sicura ma anche piacevole, unendo all’arredo funzionale una buona
qualità dello stare su
di essa (verde, panchine, illuminazione, ecc.) e non solo del transitare.
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